180110 - L’INTELLIGENZA DEL POLPO -lezione del biologo Fiorito alla Normale di Pisa

Su La Stampa oggi 10 gen. 18

 

(...) «I polpi hanno cinquecento milioni di neuroni, (...) e un’altrettanta sviluppata capacità di apprendimento. Tra la metà degli Anni Ottanta e inizio Anni Novanta abbiamo condotto una serie di esperimenti con lo scopo di verificare se i polpi potessero imparare a svolgere un compito semplice. Come l’apertura di un barattolo. Nell’esperimento il polpo doveva raggiungere un granchio dentro un barattolo di vetro dotato di una serie di fori tappati. Ebbene, dopo una serie di tentativi ed errori, il polpo ha imparato ad aprire il barattolo (...) Non solo. Lo scienziato è andato ben oltre, dimostrando che la capacità di apprendimento, in questo caso aprire il barattolo, poteva essere appresa anche soltanto osservando a distanza un altro polpo che lo faceva.»


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ERMANNO CAVAZZONI, L’IMBUTO DI MEZZANOTTE

«Chi è che dispensa i fine anno? Questo non lo so. Ritengo però che il fine anno sia come un imbuto, anzi, come il buco di scarico di un lavandino: tutta l’acqua dell'anno con la sua sporcizia, i capelli, il sapone da barba, i peli, si mette a girare in vortice e più si avvicina al buco più il vortice ruota e si stringe, e tutte le schifezze si addensano in un bolo indigeribile. Verso mezzanotte il gorgo è così stretto che l’acqua coi residui dell’anno passa a fatica; al momento del brindisi ci si guarda intorno: dove siamo ha un significato, con chi altrettanto, e altrettanto chi c’è e chi non c’è, e poi l’allegria forzata, lo stato d’animo; stessa cosa se uno è solo, sente i botti di fuori, tutto converge ugualmente nell’imbuto mentale, e a mezzanotte se c’è troppa schifezza accumulata si forma una specie di tappo, il lavello dell’anno in corso si ingorga e straripa; bisognerà sturare e cambiare vita e speranze. Per ciò è uso stappare le bottiglie, è un simbolo molto evidente di buon augurio, si potrebbe stappare un lavello, sarebbe ancora più evidente, ma sarebbe scomodo, quindi ci si è accontentati per tradizione della bottiglia; sarebbe più didascalica l’acqua sporca con residui di sapone e cibi indigesti, si è ripiegato sul vino spumante, che simbolicamente sta per l’idraulico liquido o l’acido muriatico, l’uomo vive di simboli.»

Tratto da Ermanno Cavazzoni su Il Sole 24 Ore, inserto domenica, 31 dicembre 2017